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Lampedusa: il Governo venga in Senato a riferire

“La situazione a Lampedusa sta degenerando con scontri violenti tra la polizia e gli immigrati tunisini, nel silenzio tombale del governo. E’ assolutamente urgente che il governo venga in Parlamento a riferire sui fatti di oggi, sulla drammatica condizione sia degli immigrati nel centro di accoglienza che degli abitanti dell’isola siciliana”. Lo dicono i senatori del Pd Francesco Ferrante, Roberto Di Giovanpaolo, Roberto Della Seta e Marco Perduca.
“Purtroppo – continuano i senatori del Pd – ciò che sta accadendo a Lampedusa ha tutta l’aria di una tragedia annunciata di cui il governo ha precise responsabilità .  A parte show mediatici e promesse, niente è stato fatto per migliorare le condizioni degli immigrati detenuti nel centro di accoglienza e per allentare la pressione sugli abitanti dell’isola. Lampedusa è stata abbandonata a se stessa. E’ urgente che il ministro dell’Interno Maroni venga a riferire in Senato su quanto sta avvenendo e su quanto il governo intende fare per affrontare la situazione”.

Lampedusa. situazione fuori controllo, criminale non ripristinare legalità  e diritti

“L’incendio scoppiato nel centro di accoglienza di contrada Imbriacola a Lampedusa che sarebbe stato appiccato da alcuni cittadini tunisini è un fatto di estrema gravità , ed è l’ennesima dimostrazione di come la situazione sull’isola sia assolutamente fuori controllo, con buona pace della villa acquistata da Berlusconi e di tutta la propaganda del Governo.”

Lo dichiarano i senatori del Pd Francesco Ferrante e Roberto Della Seta.

“Ciò che preoccupa al momento – aggiungono i senatori del Pd – è

l’incolumità  delle persone, in particolare dei minori non accompagnati che da mesi sono reclusi in una situazione drammatica, rinchiusi a centinaia

nel centro di detenzione dell’isola, dove restano per settimane tra

malattie, incidenti e un caldo infernale. E’ una situazione che dura da

troppo tempo, e che è da criminali non affrontare ripristinando

immediatamente i diritti e la legalità .”

Beni culturali: sito UNESCO Tempietto sul Clitunno a rischio per mancanza di fondi

“Il ministro Galan non perda tempo prezioso dispensando consigli inascoltati a Berlusconi su come uscire dal guado, ma si concentri piuttosto sui compiti del suo ministero che per un Paese come l’Italia è di enorme importanza.

Lo sa infatti il ministro che uno dei 47 siti italiani inseriti nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità , il Tempietto del Clitunno, è per la maggior parte del tempo off limits per i tantissimi turisti che vorrebbero visitarlo?”.

Lo dichiara il senatore del Pd Francesco Ferrante, che ha presentato in merito un’interrogazione parlamentare al Ministro dei Beni culturali.

 

 

“Nonostante il prestigioso riconoscimento, che rafforza il primato dell’Italia per  numero di siti iscritti Word Heritage List, si rileva una sconcertante disattenzione da parte del Ministero dei Beni culturali verso il sito del Tempietto del Clitunno, situato nel piccolo Comune di Campello sul Clitunno.

Gli orari di apertura al pubblico del monumento stabiliti dalla Soprintendenza – spiega Ferrante –  mettono addirittura a rischio la permanenza del monumento nella lista UNESCO, dato che solo tre pomeriggi a settimana non garantiscono il requisito fondamentale per l’UNESCO della fruibilità  dei beni.

Finora ha supplito a questa mancanza lo stesso comune di Campello, che ha  provveduto a pagare gli straordinari dei dipendenti dei Beni culturali addetti al sito e ha anche avviato un progetto di marketing territoriale per incrementare i flussi turistici.

Occorre superare però questa situazione paradossale, e dunque – conclude Ferrante – o il ministro Galan stanzia i fondi necessari per rendere pienamente fruibile il sito, o si attiva per  trasferire la proprietà  del Tempietto, anche in funzione dei grandi sforzi messi in campo per iscrivere il monumento come Patrimonio dell’Umanità  Unesco, al Comune di Campello

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