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Rinnovabili: su decreti attuativi il Governo si gira i pollici

“E’ desolante constatare come sui decreti attuativi inerenti la promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili il Governo si stia girando i pollici. Ben nove decreti attuativi, che sono indispensabili per il mercato e gli investimenti delle imprese in energie rinnovabili, sono stati fatti scadere dal Governo, col risultato di gettare per l’ennesima volta nell’incertezza un intero comparto, che ha prodotto 11000 megawatt di fotovoltaico istallato e 9 TWh di energia eolica. Chiederò con un’interrogazione parlamentare ai ministri competenti, Romani, Prestigiacomo e Romano, i motivi di questa pericolosa  impasse”.
Lo dicE il senatore del Pd Francesco Ferrante.
“Gli interventi del Governo che si sono succeduti – prosegue Ferrante – dal taglio retroattivo degli incentivi all’applicazione sempre retroattiva della Robin Tax, hanno causato un clima di sfiducia e la conseguente rinuncia ad investire sul comparto. Le imprese chiedono chiarezza e riferimenti normativi certi per stimolare investimenti in nuova capacità  produttiva nazionale con un ampio ventaglio di incentivi per gli investitori e con un efficace e stabile sistema di incentivazione della domanda. Si può iniziare da subito – conclude Ferrante – dando corso ai decreti attuativi attesi dalle aziende e stabilizzando il  credito di imposta del 55% per la riqualificazione energetica degli edifici, un vero volano economico di questi ultimi anni di crisi”.

Vus di Spoleto e Foligno: bella la proposta di LEGAMBIENTE, Ganapini ha indiscusse capacitá

“Chi vuole il bene dell’Umbria e del suo territorio non può che essere d’accordo con la proposta avanzata da Legambiente di affidare la presidenza della VUS  a Walter Ganapini, persona di indiscusse capacità  e che vanta un curriculum d’eccezione.”

Lo dichiara il senatore Francesco Ferrante, responsabile per il Pd delle politiche relative ai cambiamenti climatici, che aggiunge – “La posta in gioco, ovvero i numerosi ambiti di competenza della VUS che spaziano dall’ acqua potabile alla gestione dei rifiuti, è tale che sarebbe da irresponsabili farne un affare da decidere in segrete stanze, lasciando fuori dalla porta capacità  e preparazione dimostrate sul campo.

La prossima chiusura della discarica di Sant’Orsola è una sfida complessa che si prospetta per il territorio, e occorrerà  una guida esperta per non incorrere in problematiche veramente serie.

Ganapini,  che  è stato presidente dell’Anpa (Agenzia Nazionale Protezione Ambiente) e ha traghettato realtà  complesse come quella di diverse province campane e la città  di Milano verso buoni standard di raccolta dei rifiuti, è la personalità  cui affidare le redini un’azienda pubblica che deve pensare al bene pubblico” – conclude Ferrante.

 

Shoppers: dagli Usa si guarda all’Italia come esperienza avanzata

“In questi giorni dagli Stati Uniti il mondo guarda l’Italia, e ne apprezza
l’esperienza   avanzata   che  dimostra   combinando  la  tecnologia  delle
bioplastiche   e    la   legge   che   ha   vietato   la  produzione  e  la
commercializzazione  di  sacchetti  di   plastica  non  biodegradabili  dal
gennaio  scorso.  E’  un  modello  globale  che  pone  l’Italia  sul  piano
dell’eccellenza,  e  che  sta  riscuotendo  il  gradimento  dei cittadini e
l’apprezzamento  a  livello internazionale.” Lo dichiara il senatore del PD
Francesco  Ferrante,  invitato in  questi giorni a Denver per illustrare al
Biopolymer  symposium  2011,  appuntamento leader a livello mondiale per la
chimica  verde, l’esperienza italiana derivante dal divieto di utilizzare i
vecchi e inquinanti sacchetti di plastica.
“E’  una  legge  –  aggiunge Ferrante –  i cui primi risultati sono più che
lusinghieri:  un  vasto  gradimento  dei  cittadini,  come ha confermato un
sondaggio  Ispo del luglio scorso (l’83% contrario al ritorno dei sacchetti
di  plastica  tradizionali, il 75% che dichiara di essersi già  riconvertito
all’uso  della  sporta riutilizzabile); risultati tangibili nella riduzione
dei  sacchetti  di  plastica (Unicoop di Firenze che nel 2008 aveva venduto
450  milioni  di shoppers , quest’anno prevede di venderne solo 220 milioni
tutti  biodegradabili  e  circa 6 milioni di sporte riutilizzabili. E anche
grazie  a  questa  legge,  l ‘Italia è il teatro di importanti investimenti
delle industrie, con ovviamente in prima fila la ‘nostra’ italiana Novamont
in   Umbria,  e  in  Sardegna  in  joint  venture  con  ENI,  ma  anche  di
multinazionali  quali  la  Cereplast  (in  Umbria)  e  DSM  e  Roquette (in
Piemonte) per fare solo alcuni esempi.”
“Insomma  un  caso  raro – ha continuato Ferrante – in cui una lungimirante
norma  legislativa sta concretamente aiutando sviluppo e green economy e il
consolidamento  di  una  leadership  nel  settore delle bioplastiche che il
mondo  ci  invidia.  Si  tratta  ora  di  non  tornare  indietro,  bloccare
immediatamente   i   soliti  “furbetti”  che  attraverso  additivi  chimici
spacciano per biolastiche , sacchetti realizzati da derivati del petrolio e
che  non  si  degradano  secondo le norme europee. Abbiamo di nuovo, dopo i
mitici  anni  60  del  moplen, la fortuna di essere i più avanzati al mondo
nella  nuova  chimica,  quella  che  da  questo osservatorio è unanimemente
considerata  il  futuro  su  cui  scommettere.  Sarebbe  davvero un delitto
sprecare quest’occasione, ed è questo – conclude Ferrante –  ciò che emerso
con più forza da questi giorni a Denver.”

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