“Rinunciare all’acquisto di alcune decine di cacciabombardieri che costerebbero allo Stato oltre 10 miliardi di euro, con cui si potrebbero finanziare spese e interventi infinitamente più utili, non è furore ideologico, come pensa il ministro della difesa Di Paola: è banale buonsenso”. àˆ quanto dichiarano i senatori del Pd Della Seta, Ferrante, Di Giovan Paolo, Nerozzi, Vita, Amati, Granaiola, Ignazio Marino, firmatari di emendamenti alla spending review che prevedono tagli ai fondi previsti per gli F35. “L’unica vera utilità di questo investimento ereditato dal passato – affermano i parlamentari – è per la lobby dell’industria bellica: interesse legittimo che però viene dopo l’interesse dell’Italia a utilizzare le risorse pubbliche per politiche che massimizzino i benefici sociali ed occupazionali. Le forze armate sono importanti per il nostro Paese, ma il loro futuro va affidato all’integrazione nei sistemi di difesa europei e non certo all’improbabile rincorsa di dotazioni militari che per scimmiottare le grandi potenze militari prosciugano le casse dello Stato”.
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