Comunicati

Nomadi: giusta la scelta di vietare la manifestazione di Forza Nuova

APPREZZIAMO LA SCELTA DELLA QUESTURA DI IMPEDIRE LA MANIFESTAZIONE DI FORZA NUOVA AL CASILINO 900. EVITATO RISCHIO DI DISORDINI

“Apprezziamo la scelta della questura di Roma che non ha autorizzato la
manifestazione chiaramente razzista che era stata  indetta per domani da
Forza Nuova contro il campo nomadi ‘Casilino 900’. Viene così raccolta la
nostra richiesta in tal senso, che avevamo comunicato con una lettera al
sindaco Alemanno e al prefetto di Roma Pecoraro affinchè  si attivassero per
impedire lo svolgersi di una fiaccolata dalla matrice xenofoba e ad alto
rischio di violenze e disordini  ” – lo dichiarano i senatori del Partito
democratico, Carofiglio, Della Seta,Di Giovan Paolo,Ferrante,Maritati,
Nerozzi e Vita.
“La mobilitazione di Forza Nuova, annunciata dalla stessa organizzazione sui
social network ‘a sostegno del popolo romano esasperato dal degrado prodotto
dai campi rom’, intendeva  raggiungere il campo nomadi “Casilino 900”, così
esasperando, sulla base di intendimenti e finalità  evidentemente xenofobi,
le tensioni già  presenti. Il risentimento e la delusione, che sempre sui i
social network Forza Nuova esprime nei confronti della gestione fallimentare
della giunta Alemanno per la gestione del ‘Piano nomadi’, avrebbe  rischiato
concretamente di esacerbare ulteriormente gli animi. Sulla base di queste
premesse ritenevamo inaccettabile lo svolgersi di una manifestazione che si
sarebbe  svolta in ore serali, al buio e alla luce delle torce.”
“Manifestazioni come quella di Forza Nuova rischiano di vanificare l’impegno
con cui la comunità  nomade di “Casilino 900” sta collaborando, attraverso
una fattiva partecipazione, ai tavoli con l’Amministrazione Comunale e la
Prefettura, perché la baraccopoli di “Casilino 900” venga chiusa e affinché
venga offerta a quanti ci vivono una reale possibilità  di riscatto sociale e
di integrazione. ” – concludono i senatori del Pd.

Smentite le cassandre. Obama e il premier cinese a Copenaghen

OBAMA VA A COPENHAGEN E METTE SUL PIATTO UNA PROPOSTA PESANTE. ANCHE LA CINA SI MUOVE. BERSANI VADA ANCHE LUI AL VERTICE E
IL PD SI INTESTI CON PIU’ CONVINZIONE LA QUESTIONE AMBIENTALE

“Tante Cassandre negli ultimi tempi avevano preannunciato il fallimento per
la conferenza sul clima di Copenhagen, e altrettante hanno parlato di una
conferenza nata morta. Non era così, l’abbiamo ripetuto più volte con
convinzione, ed oggi, da una parte, l’impegno di Barack Obama di mettere sul tavolo dei
negoziati una proposta concreta sul taglio delle emissioni di CO2, dall’altra la storica svolta cinese che per la prima volta si impegano con numeri concreti nella riduzione delle emissioni,  aprono la strada al raggiungimento di un nuovo accordo internazionale che sostituisca
il protocollo di Kyoto.” Lo dichiarano i senatori del Partito democratico
Roberto Della Seta e Francesco Ferrante.
“A questo punto – continuano gli esponenti ecodem – per forza di cose, anche
i più forti detrattori di un accordo per la  riduzione delle emissioni di
gas serra come Berlusconi saranno a Copenhagen. Avevamo auspicato nei giorni
scorsi che Copenhagen fosse tra i primi, simbolici viaggi all’estero di
Bersani: l’appuntamento è ora ineludibile perché l’ambiente è un tema di
prima fila nel discorso pubblico di tutte le grandi forze riformiste, che si
chiamino socialiste, democratiche, liberali o verdi. L’impegno ambizioso  di
Obama è anche la miglior risposta a chi, come il ministro dell’Ambiente
Prestigiacomo, continua a utilizzare la presunta timidezza americana sulla
riduzione delle emissioni di CO2 come pretesto per giustificare un eventuale
fallimento.”
“Ora nessuno può più nascondersi, tantomeno il Partito democratico che deve
intestarsi con più convinzione la questione ambientale, vero fianco scoperto
presso la pubblica opinione, che guarda a Copenhagen con più fiducia e
certezza di quanta ne abbiano dimostrata fin qui i rappresentanti di una
forza che si proclama progressista e riformatrice. ” -concludono Ferrante e
Della Seta. 

Il Senato dia il buon esempio: etichetti le oliere alla buvette

Il Senato dia il buon esempio ed etichetti le oliere della buvette con l’obbligatoria classificazione d’origine dell’olio. La Commissione europea ha adottato nel marzo di quest’anno un nuovo regolamento che rende obbligatoria l’etichetta d’origine per l’olio d’oliva vergine ed extra vergine. Abbiamo ora a disposizione uno strumento prezioso per difendere ancora meglio i nostri produttori di olio e per tutelare i consumatori ed uno dei migliori prodotti del made in Italy. Ma la legge, che in Italia vige dal 2007, rimane largamente inapplicata negli esercizi pubblici, e paradossalmente sono ‘fuorilegge’ anche le oliere del ristorante e  della buvette  del Senato”. Lo ha detto il senatore Francesco Ferrante, intervenendo oggi in Aula per sollecitare la risposta  all’interrogazione del Pd, prima firmataria la senatrice Mongiello, che chiede al governo italiano di vigilare perchè sia garantito il consumo e la distribuzione di olio etichettato a norma nei pubblici servizi e nei diversi punti vendita.  “La decisione della Commissione europea – continua l’esponente ecodem –  fornisce al consumatore la possibilità  di distinguere il prodotto italiano dagli oli di oliva provenienti dagli altri Paesi comunitari e non comunitari. E’ paradossale che sfuggano al rispetto della normativa proprio le oliere della buvette del Senato, perché, è opportuno ricordarlo, l’indicazione d’origine sull’etichettatura dell’olio d’oliva è un elemento fondamentale per tutelare il ‘made in Italy’ dall’assalto della pirateria alimentare, e rappresenta la risposta ferma alle esigenze sia dei consumatori e dei produttori. Il ministro Zaia – ha concluso Ferrante – intervenga dunque urgentemente con una incisiva attività  di controllo, che sia svolta nei diversi punti vendita, nonché nella grande distribuzione organizzata, per garantire e monitorare il rispetto e l’effettiva attuazione sul mercato nazionale della normativa comunitaria”.

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