Comunicati

Molto promettente ritorno coltivazione canapa in Italia

“Ambiente, qualità  e innovazione sono sfide raccolte dall’agricoltura in Italia già  da diverso tempo, e in questo contesto insieme alle fonti rinnovabili per la produzione di energia acquistano sempre maggior interesse le fibre vegetali rinnovabili.

Il convegno ‘Green economy: una nuova strategia per la canapa’, che si è svolto oggi è stato senza dubbio un passo importante per avvicinare associazioni, mondo agricolo e settori industriali sullo sviluppo di una coltivazione estremamente promettente.”

Lo dichiara il senatore Francesco Ferrante, responsabile del Pd per le politiche relative ai cambiamenti climatici, che ha presentato oggi il DDL-Delega per la promozione della filiera agroindustriale della canapa sativa insieme a Arturo Malagoli e Marilena Zaccarini, rispettivamente Presidente e Segretario di Canapaitalia.

 

“Reintrodurre in Italia la coltivazione estensiva della canapa sativa – continua Ferrante –  vuol dire promuovere una pianta che cresce senza diserbanti né concimi chimici, e può essere trasformata in un’infinità  di prodotti: carta, tessuti, materiali per la bio-edilizia o per l’industria automobilistica, cosmetici, integratori alimentari, combustibile, prodotti terapeutici e altri ancora.

Per avere una vera e propria filiera industriale nazionale  occorre favorire la ricerca e  la tecnologia, così da sviluppare nuovi progetti che legano l’agricoltura alle attività  industriali.

Mi auguro che il ddl -delega sia incardinato al più presto:sarà  possibile uno sviluppo del settore se si andrà  nella direzione di consolidare una filiera che sappia muoversi come rete di organizzazioni specializzate orientate al presidio strategico dei mercati specifici” – conclude Ferrante.

Capri: lasciare isola al buio sarebbe una figuraccia planetaria

OCCORRE COMMISSARIARE LA SIPPIC

“Auguriamoci che venga confermato dai fatti quanto promesso dal Ministro
Romani al suo collega di governo Villari sul rischio di black out per
l’isola di Capri. Lasciare l’isola al buio e senza energia sarebbe una
figuraccia a livello planetario eccessiva persino per questo Governo”.
Lo dichiara il senatore del Pd Francesco Ferrante, che aggiunge: “Ho
presentato negli scorsi giorni un’interrogazione parlamentare urgente ai
ministri Romani e Prestigiacomo chiedendo appunto se e quali iniziative
avessero adottato per scongiurare il rischio di back out a Capri, la cui
responsabilità  è da addossare al gestore unico della distribuzione di
energia elettrica per l’isola, la Sippic.
Occorre risolvere in maniera definitiva una soluzione che è intollerabile –
continua  Ferrante  per  uno dei luoghi di maggior attrazione turistica del
Paese,  dove i disagi alla popolazione residente e alle attività  produttive
sono ormai cronici.
I Ministeri, nell’ambito delle proprie competenze e di intesa con gli enti
territoriali devono procedere concretamente per tutelare la salute della
popolazione e  un importante ecosistema quale quello dell’isola di Capri,
in modo da assicurare, anche utilizzando lo strumento del commissariamento
della azienda Sippic Spa, tutti gli interventi necessari alla messa in
sicurezza della Centrale, in previsione del momento in cui l’isola di Capri
sarà  collegata alla terraferma dal cavidotto”, conclude il senatore
Ferrante.

Interrogazione su abbattimento scuola arcibaleno a Roma

“Abbattere la scuola Arcobaleno nel quartiere di Monteverde per costruire al suo posto un palazzo di sette piani è un’operazione spregiudicata dal punto di vista urbanistico e architettonico, oltre che intollerabile perché incide pesantemente sul tessuto sociale della zona che vedrà  ridursi l’offerta formativa e didattica per i bambini.

Di tutto c’è bisogno in quartiere storico di Roma tranne che di una gravissima speculazione edilizia, tanto più se a danno della didattica per i più piccoli.”

Lo dichiarano i senatori del Pd Francesco Ferrante e Roberto Della Seta, che hanno presentato in merito un’interrogazione parlamentare.

 

“L’edificio – continuano i parlamentari del Pd –  è identificato nel Piano regolatore tra quelli con tipologia edilizia speciale, come scuola appunto,  e nella città  storica  per le trasformazioni, oltre alla normativa specifica per i diversi tessuti, occorre  una ‘Verifica preventiva dell’interesse storico-architettonico’.

Pertanto  dovrebbe essere stata redatta una relazione tecnico-scientifica e espresso un parere da parte del ‘Comitato per la qualità  urbana e edilizia’. Ma alla richiesta avanzata ufficialmente dai genitori dei bambini della scuola il suddetto comitato ha rifiutato di dare risposta.

Chiediamo dunque al Ministro dei Beni culturali e al Ministro delle Infrastrutture, nel limite delle loro competenze, di accertare se l’amministrazione comunale di Roma nell’approvare il progetto non abbia  violato le disposizioni di legge, e di sospendere nel frattempo i lavori per verificare la piena validità  delle autorizzazioni rilasciate dagli organi competenti.

Qualora l’edificio venisse abbattuto, visto l’alto valore culturale e educativo dell’opera svolta dalla scuola Arcobaleno, sarebbe sicuramente necessario un tavolo tecnico, dove siano rappresentati il Comune, la Provincia di Roma, la scuola Arcobaleno e i genitori, in modo da facilitare un accordo che possa permettere alla scuola di potersi trasferire in un’altra struttura situata nello stesso quartiere, nell’esclusivo interesse dei bambini” – concludono i senatori del Pd.

 

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