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Coste a rischio, nuove regole per le rotte

Da anni si discute dei rischi legati al passaggio delle petroliere e delle navi da crociera in tratti di mare che andrebbero tutelati e protetti. E dunque la prima lezione da trarre dalla tragedia del Giglio è proprio quella di rivedere le regole per quanto riguarda le rotte di queste enormi imbarcazioni.
Occorre subito mettere in sicurezza ecosistemi marini delicati e preziosi, e farlo ora con la tragedia della Concordia ancora negli occhi è tutto fuorchè una mossa guidata dall’emozione e dall’emergenza, perché già  adesso in quel tratto di mare stanno transitando altre navi gigantesche, con il loro carico di petrolio, affrontando persino il mare “forza 9”, come nel caso della nave cargo Venezia della Grimaldi Lines, che il mese scorso ha perso nelle acque dell’isola della Gorgona 198 fusti contenenti materiali pericolosi.
D’accordo, la manovra spericolata che più di un comandante delle navi Costa ha fatto per ricevere “l’inchino” di fronte al Giglio probabilmente non la rivedremo più, ma ciò non è sufficiente per mettere in sicurezza i luoghi più sensibili dal punto di vista ambientale, che si tratti della laguna di Venezia, delle aree protette marine o delle piccole isole.
Ogni anno infatti verso le coste italiane viaggiano ben 178 milioni di tonnellate di petrolio, quasi la metà  di tutto il greggio che arriva in direzione dei porti del Mediterraneo, crocevia delle petroliere di tutto il mondo.
Attraverso 12 raffinerie, 14 grandi porti petroliferi e 9 piattaforme di estrazione off-shore, movimenta complessivamente oltre 343 milioni di tonnellate di prodotti petroliferi all’anno a cui vanno aggiunte le quantità  di petrolio e affini stoccati in 482 depositi collocati vicino al mare, che hanno una capacità  di quasi 18 milioni di metri cubi.
Nei nostri mari, al largo dell’Arcipelago Toscano in particolare, c’è un transito continuo e incontrollato di vere e proprie carrette del mare, superpetroliere insicure, a scafo singolo, in grado di distruggere ecosistemi e intere economie turistiche.
Purtroppo l’allarme per questa situazione di pericolo permanente rimane da anni, per così dire, sottotraccia, perché quasi unicamente le associazioni ambientaliste e i comuni direttamente interessati chiedono al Governo di fare la propria parte per la tutela di alcune delle aree più pregiate e delicate del Mediterraneo, come ad esempio nel caso dell’Isola d’Elba, il cui Consiglio comunale ha chiesto l’interdizione per un raggio di cinque miglia attorno alla stessa isola del traffico marittimo di petroliere, navi da carico o da trasporto passeggeri che hanno una stazza lorda superiore alle 10.000 tonnellate.
Occorre metter fine ad “abitudini” consolidate che si fondano su convenienze e interessi, e rivedere subito le scelte scellerate che il precedente governo ha fatto, perché se già  attualmente sulla prevenzione si fa veramente poco, con una flotta di pronto intervento contro l’inquinamento marino da idrocarburi di soli 40 mezzi navali, a guardia di 8 mila km di coste, con i tagli del Governo Berlusconi dal prossimo anno il programma avrà  risorse  pari a zero euro.

Costa Concordia: governo ascolti Clini

DECRETO URGENTE PER VIETARE A NAVI DA CROCIERA E PETROLIERE AREE PIU’ SENSIBILI 

 

“Come ha giustamente sottolineato il ministro dell’Ambiente Corrado Clini, la prima lezione da trarre dalla tragedia del Giglio è quella di rivedere le regole per quanto riguarda le rotte sia delle grandi navi da crociera, e sia delle superpetroliere.

Per questo chiediamo al Governo che adotti rapidamente un decreto d’urgenza per vietare a queste immense imbarcazioni la navigazione in prossimità  di tutti i luoghi più sensibili dal punto di vista ambientale, che si tratti della laguna di Venezia, delle aree protette marine o delle piccole isole.”

E’ quanto dichiarano i senatori del Pd Roberto Della Seta, Francesco Ferrante e Raffaele Ranucci, che aggiungono – “Da anni si discute dei rischi legati al passaggio delle petroliere e delle navi da crociera in tratti di mare che andrebbero tutelati e protetti.

Che almeno il terribile incidente della Costa Concordia serva a passare dalle parole ai fatti: l’Italia custodisce alcune delle aree più pregiate e delicate del Mediterraneo, difenderne l’integrità  è un obiettivo improcrastinabile.”

Naufragio Costa Concordia: dopo pronto soccorso immediata priorità  svuotamento cisterne

RISCHIO àˆ IMMENSA TRAGEDIA AMBIENTALE .

INTERROGAZIONE A MINISTRO TRASPORTI:NELLO SCORSO AGOSTO GIA’ CONCORDATA PER LETTERA TRA SINDACO DEL GIGLIO E COMANDANTE L’AVVICINAMENTO ALLA COSTA 

“Ora lo sforzo di tutti va messo nel tentativo di salvare le persone che fossero ancora prigioniere a bordo della Concordia. Un minuto dopo va però realizzato lo svuotamento delle cisterne della nave dalle 2380 di tonnellate di carburante . Se questo carico finisse in mare per il Giglio e per tutta l’area dell’ Aricpelago toscano si rischierebbe una tragedia ambientale di enormi proporzioni. Per questo è importante che il Governo metta a disposizione le risorse necessarie.” 

E’ quanti dichiarano i senatori del Pd Roberto Della Seta e Francesco Ferrante. 

“Fronteggiare una situazione di tale portata, con i mezzi e le risorse di disinquinamento del mare pesantemente ridimensionati dai tagli del Governo Berlusconi al Ministero dell’Ambiente, suscita grandissima preoccupazione. Basti pensare alle grandi difficoltà  che si sono avute nel gennaio del 2011 con lo sversamento nel Golfo dell’Asinara di una ben minore quantità  di petrolio, 40 tonnellate. 

E dall’anno prossimo queste risorse saranno pari a zero. 

Presenteremo – aggiungono i senatori del Pd – un’interrogazione parlamentare al Ministro dei Trasporti e Infrastrutture per fare luce su un altro aspetto di questa vicenda:secondo quanto riportato da un sito web già  nell’agosto scorso il sindaco del Giglio e il Comandante della Concordia si erano scambiati messaggi per concordare l’avvicinamento della nave alle coste dell’ isola per un ‘saluto’. 

Al Ministro chiediamo di verificare se quella di uscire dalla rotta prestabilita e avvicinarsi pericolosamente a terra sia per le navi Costa una abitudine.” 

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